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Letture per neo Bocconiani

Il rettore della Bocconi, Francesco Billari propone Sulla Strada di Keruac, How to Fail di Elisabeth Day, L'attimo fuggente con il professor Keating, Animal House e One L. di Scotto Turow; io rispondo con gli italiani Primo Levi, se questo è un uomo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa con il Gattopardo, il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello e soprattutto il Professor Carlo M. Cipolla con le sue leggi fondamentali della stupidità umana.

E' davvero encomiabile che il Rettore dell'Università Commerciale Luigi Bocconi, Francesco Billari, proponga letture di riflessione e contro l'ansia per i neo Bocconiani, studenti che si avvicinano allo studio nella prestigiosa Università milanese.

Sono sicuro che il fatto stesso di preferire "studenti curiosi" a studenti "perfetti" sia figlio in qualche modo del fatto che con il tempo ci si è resi conto che la tecnica, la téchne (τέχνη), da sola, a parte esser data per scontata, non basta per affrontare l'ansia, la complessità del mondo che ci circonda, dovuta in gran parte alla impossibilità sostanziale di sondare la natura umana e il modo con cui questa risponde alle domande fondamentali dell'esistenza, le quali, sia detto per inciso, non sono il break-even point o la curva di Phillips.

Le domande del "mangiare" "bere" e "dormire" senza le quali attività il corpo umano muore in pochi giorni, non sono fondamentali perché per fondamentale si intende il senso che l'essere umano dà alla vita: e ci sono moltissimi studi di sociologi, economisti e psicologi del mercato e dell'economia che ci hanno fatto già da tempo far pace con il teorico e inesistente comportamento "razionale" degli operatori e dei soggetti economici. L'economia è una scienza umana, dunque: e allora chi è questo uomo, cui si riferisce è la domanda davvero fondamentale e come agisce, perché e per via di quali forze è la vera domanda fondamentale.

Sicuramente Keruac, Salinger e altri possono aiutare a comprendere come si agisca all'interno di una complessa organizzazione umana quale l'università e in genere la società.

Sul professor Keating ho le mie riserve e le ho già espresse in questo contributo https://www.miradoli.com/index.php/it/blog/item/115-il-professor-keating-ha-torto-l-arte-e-il-punto-di-incontro-tra-forma-e-contenuto. Non aggiungerei altro se non che non vorrei che a furia di dire che la tecnica è scontata, ci si scordasse della stessa, e si presentassero economisti impreparati sulle nozioni di base. Un economista deve essere invece una perfetta sintesi, ovvero l'impossibile e faticosa sintesi che va ricercata per tutta la nostra vita, tra le capacità relazionali e quelle razionali.

Come raggiungere questa sintesi? Di fronte a quali difficoltà si potrebbero trovare nello studio e nella vita questi studenti che si affacciano alla vita da adulti per mantenere questo approccio? Quali letture di autori italiani li potrebbero aiutare? Mi sono posto questa domanda cui rispondo con quattro autori:

Giuseppe Tomasi di Lampedusa - Il Gattopardo: poiché l'essere umano è anche ipocrisia, opportunismo, meschinità. E nulla è più ipocrita, opportunista, meschino e quindi insuccesso del pensare che gli altri non li riconoscano come tratti anche in noi stessi

Primo Levi - Se questo è un uomo: poiché la società umana è fatta di comportamenti assolutamente disumani, anzi, antieconomici e autolesionistici per definizione, apparentemente opportunistici, in realtà a "somma minore di zero". E' questo il vero talento: riconoscere le grandi capacità di chi nonostante questi lati terribili dell'essere umano riesce a dare valore ai tratti più caratteristici di valore dell'essere umano stesso.

Luigi Pirandello - Il Fu Mattia Pascal: perché il successo non è la vera risposta dell'impossibilità dell'essere umano di riuscire a sopportare l'esistenza e la vita quotidiana. La disperazione dell'uomo di fronte alla crisi di identità e sfuggire alla propria esistenza sono tratti fondamentali del percorso dell'esistenza umana. Saperli smascherare aiuta a vivere queste cose facendosele, per quanto possibile, "scivolare" addosso.

Carlo M. Cipolla - Le leggi fondamentali della stupidità umana: perché la cosa meno intelligente da fare è quella di pensare, come spiega questo saggio delizioso con tanto di rette e coefficienti angolari, che l'essere umano non sia stupido, ma soprattutto che gli stupidi siano gli altri. Sono stupidi, siamo stupidi, anche noi quando sottovalutiamo la quantità di persone stupide, intese come quelle che pensano di essere più furbi degli altri, arrecando danni e pensando di non essere loro i primi a subire il danno che creano loro stessi. In sostanza: un vademecum per evitare anche noi stessi di finire tra gli stupidi e magari, in ultima istanza, per consolarci della (tanta) stupidità che troveremo nella nostra esistenza professionale e umana.

Buona Lettura!

 

Renato Carlo Miradoli

Nato a Milano, laureato all'Università Cattolica del Sacro Cuore in lettere classiche, è traduttore di diversi libri dall'inglese all'italiano tra i quali Stonehenge il segreto del solstizio di Terence Meaden https://www.amazon.it/Stonehenge-solstizio-Osservatorio-astronomico-affascinante/dp/8834409272  e di poesie del poeta Roald Hoffmann http://www.roaldhoffmann.com/ presentate alla Milanesiana http://temi.provincia.milano.it/Milanesiana/giorno_30giugno.html rassegna culturale della Provincia di Milano.

Dal 2003 ha fondato la sua società di servizi linguistici, formazione, agenzia traduzioni, internazionalizzazione.
E’ docente di inglese e italiano per stranieri presso l’Università Bocconi di Milano, SDA, Master MIMEC, Politecnico di Milano, MIP Master del Politecnico, Istituto Marangoni, presso istituzioni e aziende clienti multinazionali e nazionali.