Il blog di Renato Carlo Miradoli

L'ultimo restauro: un thriller avvincente con un finale mozzafiato!

Se richiesto delle ragioni per le quali egli scriva, interessante è l’osservare che ciascuno scrittore potrebbe offrire risposte le più diverse; e, spesso (più di quanto si pensi), in opposizione fra loro.

Vi è chi vuole presentare i personaggi della vicenda narrata con qualità e difetti; chi offrire una versione di un periodo storico diversa da quella condivisa dai più, fornendola con un carattere e un timbro – come dire? – auspicato, voluto, artefatto (pensate soltanto allo scontro fra autori e studiosi su un periodo ingombrante come il Medioevo, oppure la Rivoluzione francese); vi è ancora chi nello scrivere vuol salvare il mondo insegnando una morale di comportamento, o chi un certo comportamento lo vuole proprio condannare, oppure, al converso, persino incoraggiare. E potremmo andare avanti pagine intere di descrizione di quello che viene detto stile narrativo, forma, contenuti, e via discorrendo.

Non è nostra intenzione, e vi invitiamo, nel caso, a ricorrere a un banalissimo manuale di storia della letteratura: ve ne sono davvero tanti, statene certi!

Ciò detto, tuttavia, ogni scrittore può vantare un tratto comune con tutti gli altri; e questa è l’inevitabile necessità di lasciare un poco di sé nello scritto: al punto che vi si potrebbe cogliere il desiderio fosse occulto, forse dichiarato, forse solo paventato, di lasciare di sé un testamento capace di interpretare l’intimo dell’autore. Prendete le mie parole, come volete; ma vogliate riflettere su di esse, ve ne prego, al fine di comprendere le pagine dello scritto che seguiranno, in quanto il romanzo, che vi accingete a leggere, non si sottrae certo a questa regola e a questo meccanismo così profondamente umano.

L’autore e chi, più modestamente scrive qui, condividono stima e rispetto, e quanto viene – in modo spesso inflazionato! – definito amicizia; e vi posso dire come sia presente tale meccanismo, degno peraltro di un testamento spirituale. Certamente esso va scovato fra le righe e spesso non è così chiaro dove (o in chi) esso si trovi: ma se lo fosse, chiaro vogliamo dire, non chiameremmo la presente vicenda romanzo, ma articolo di cronaca nera.

L’arte, in fondo, è il luogo proprio della creatività umana di dire e di celare al contempo, di confessare e di rimandare al proprio pensiero attraverso immagini visive o sonore. Ed è per questo motivo che il romanzo o, per puntare in alto, la poesia, hanno tanto maggior successo, quanto più siano in grado non solo di risultare coinvolgenti, ma capaci di creare l’illusione d’esser reali.

Ma, alla fine, che cos’è la realtà?

 

***

 

Il contesto della vicenda del bel giallo d'esordio di Stefano Vallera - L'ultimo restauro - La Vita Felice Editore - luglio 2026, è quello del mondo del restauro; e, se è vero quanto detto sopra, facile appare il confronto possibile fra il restauro di un’opera d’arte, e il ritocco necessario all’autore per ripensare se stesso: conoscendo, infatti, il personaggio dello scrittore, lo posso affermare senza riserve.

E a ogni gesto che ponga riparo al passare del tempo nell’opera d’arte, egli riporta su di sé lo stesso gesto riadattandosi al reale quotidiano in uno sforzo titanico di affrontare la vita nella sua tragicità.

I personaggi, il contesto, gli accadimenti, i luoghi, il linguaggio, persino i profumi e i colori: tutto di questo romanzo gioca in modo sapiente e tagliente sull’essere e l’apparire, l’esser nel passato e l’esser nel presente, nel saper camuffare il restauro ed esser in grado di lasciar che venga individuato; e disvelando in fine, con esso, un passato e un presente dell’opera, nonché delle persone, dischiudendo la parte più oscura e tagliente del male che eppur è presente nell’essere umano.

Fate tesoro (se mi posso permettere di chiedere) delle parole che ho speso per l’autore e, vi prego, fatemi sapere se per caso io non ci abbia azzeccato. 

Buona lettura

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Renato Carlo Miradoli

Nato a Milano, laureato all'Università Cattolica del Sacro Cuore in lettere classiche, è traduttore di diversi libri dall'inglese all'italiano tra i quali Stonehenge il segreto del solstizio di Terence Meaden https://www.amazon.it/Stonehenge-solstizio-Osservatorio-astronomico-affascinante/dp/8834409272  e di poesie del poeta Roald Hoffmann http://www.roaldhoffmann.com/ presentate alla Milanesiana http://temi.provincia.milano.it/Milanesiana/giorno_30giugno.html rassegna culturale della Provincia di Milano.

Dal 2003 ha fondato la sua società di servizi linguistici, formazione, agenzia traduzioni, internazionalizzazione.
E’ docente di inglese e italiano per stranieri presso l’Università Bocconi di Milano, SDA, Master MIMEC, Politecnico di Milano, MIP Master del Politecnico, Istituto Marangoni, presso istituzioni e aziende clienti multinazionali e nazionali.

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